Cosa serve per farsi finanziare dalle banche? I 10 punti targati Macro Group per ottenere successo.

Cosa serve per farsi finanziare dalle banche? I 10 punti targati Macro Group per ottenere successo.

Finanziare un’attività economica con risorse proprie è sicuramente una scelta vincente.

Sappiamo comunque (fonte CERVED) che delle circa 150.000 PMI italiane, il 60% ricorre al credito bancario per finanziare le proprie attività.

Ed in questi casi, la domanda che ricorre più di frequente è: con quali criteri viene deciso dagli istituti se erogare o meno un’impresa?

Abbiamo deciso di costruire un decalogo sul tema. Atteggiamenti da seguire e conoscenze specifiche sui riferimenti di bilancio da adottare, sono i temi sui quali ci siamo soffermati.

1) TRASPARENZA, CONTINUITA’ E PUNTUALITA’ INFORMATIVA

Il prospetto economico-contabile dell’impresa deve essere sempre aggiornato. Presentarsi in banca per ottenere un finanziamento senza una situazione contabile aggiornata della propria impresa sarebbe altamente controproducente per la stessa azienda. Questo non solo perché nelle informazioni contabili di bilancio sono contenuti i dati patrimoniali, finanziari ed economici oltre ad una serie di altre informazioni non strettamente numeriche; soprattutto nelle fasi interannuali, presentarsi con una situazione contabile e patrimoniale aggiornata fotografia lo stato di salute della società.

2) STRUTTURA E COMPOSIZIONE DEL PORTAFOGLIO CLIENTI 

E’ fondamentale avere dei buoni clienti, conoscere le modalità e le tempistiche di incasso dei crediti. Fatturato e liquidità non sempre vanno a braccetto, viaggiano su due binari differenti. Ci può essere fatturato ma non la liquidità (questo perché gli incassi dei creditori tendenzialmente avvengono, di norma, a 30, 60 o 90 giorni). L’imprenditore deve quindi sapere con esattezza qual è la qualità e la bontà dei suoi crediti verso clienti, e l’istituto di credito valuta attentamente questo aspetto.

3) PRESENZA DI UN BUDGET PREVISIONALE AGGIORNATO, E SE POSSIBILE DI UN BUSINESS PLAN.

Quando si chiede liquidità alla banca quest’ultima chiederà all’imprenditore come intenderà utilizzarla e di stabilire le tempistiche e le modalità di rientro del debito nei loro confronti. In questo senso diventa indispensabile elaborare sia un budget previsionale finanziario, per stimare la liquidità necessaria per una data operazione, sia una relazione nella quale illustrare le modalità e le tempistiche di rientro del debito.

4) ESSERE IN UTILE

Le imprese finanziate dalla banche devono essere in utile.

Quel che conta è il risultato formale. Se l’impresa decide di attuare una politica fiscale per ridurre gli utili, libera di farlo, ma il riconoscimento del finanziamento da parte delle banche potrebbe non arrivare, in quanto in genere le banche finanziano le aziende in utile. Può succedere un anno negativo, ma come eccezione. Quindi, l’impresa in perdita per prima cosa deve analizzare cosa non va del suo business, fare un check up economico, e finanziario, definire il piano di miglioramento, e successivamente recarsi in banca.

5) ESSERE PATRIMONIALIZZATI

Le imprese finanziate dalla banche avranno un rapporto minimo di patrimonializzazione. 

Le banche preferiscono le imprese (e gli imprenditori) che lasciano i soldi investiti in azienda piuttosto che in altre attività economiche. Le ragioni sono tecniche e si basano sulle regole del mercato degli intermediari creditizi, sulle modalità di funzionamento dei sistemi di rating sintetici, sui sistemi di controllo e supervisione di Banca d’Italia e di Banca Centrale Europea.

6) SOSTENIBILITA’ DEL FINANZIAMENTO

Le imprese finanziate dalla banche devono avere un rapporto sostenibile tra il finanziamento accordato e la capacità di sostenerlo, in quanto il debito rappresenta un peso per l’impresa che lo richiede. L’ottenimento del debito da parte dell’impresa ne aumenta il “gravame” teorico. Quando l’impresa si accinge a chiedere un nuovo prestito, dev’essere consapevole che la valutazione non e’ solo storica, ma prospettica.

In specifico deve esistere congruità tra il peso del nuovo debito e la capacità di rimborsarlo. La cassa prodotta prospetticamente (cash flow) dev’essere ragionevolmente superiore della vecchia cassa e di quella nuova che viene richiesta (in considerazione della nuova cassa che sarà prodotta) affinché la banca sia interessata a finanziare l’operazione.

7) AVERE CONTINUITA’ NELLE VENDITE

Un’indicazione particolare riguarda le rimanenze ed i valori del magazzino. Numeri anomali del bilancio, con valori del magazzino superiori al normale (rispetto alla media del settore), portano immediatamente a pensare che ci sia un problema.

Importante è restare all’interno dei rapporti aziendali di ragionevolezza, ampiamente condivisi e noti. 

8) INCASSARE CON REGOLARITA’

Nel prospetto contabile un’altra voce molto importante è rappresentata dai crediti.

La ragione è semplice: se l’impresa ha molti crediti significa che non ha incassato quello che ha fatturato, e questo espone l’impresa, che deve nel frattempo pagare i propri fornitori, tra i quali anche l’istituto di credito.

Se le banche vedono nel bilancio un rapporto anomalo dei crediti sul fatturato, possono pensare che nonostante l’impresa sappia vendere, ma non sappia incassare.

9) AVERE UN’ADEGUATA INCIDENZA GLOBALE DEL DEBITO

L’impresa, meno è indebitata, più credito avrà. Esiste un ben preciso rapporto di ragionevolezza tra il debito finanziario (quello oneroso, non del TFR o dei debiti tributari o dei fornitori) e la capacità dell’impresa di sostenerlo.

Alle banche interessa primariamente stabilire se l’impresa riuscirà a restituire il prestito contratto, secondo una logica di scambio commerciale. Anche in questo caso la dimensione del cash flow è particolarmente importante.

10) SAPER GESTIRE IL PESO DEGLI ONERI FINANZIARI

Il debito contratto comporta la creazione di oneri finanziari. Bisogna porre attenzione a questo tema, poiché mentre esiste solo un tipo di capitale di rischio (il patrimonio dell’imprenditore) esiste una molteplicità di capitale di debito.

Tutti sono consapevoli che uno scoperto di conto corrente non ha lo stesso tasso di un anticipo fatture, di una Riba, di un leasing, di un finanziamento chirografario o di un mutuo; e che esistono prezzi sul mercato molto diversi da istituto ad istituto.

Quindi, il peso complessivo degli oneri finanziari dipende anche e soprattutto dalle forme di capitale di debito, non solo dal loro peso. Se gli oneri finanziari superano un livello di ragionevolezza, allora l’impresa diventa non solo non più finanziabile da una nuova banca, ma probabilmente non più finanziabile dalle banche già affidatarie.

IN CONCLUSIONE

Si può sostenere che la finanziabilità di un’impresa dipende da poche e semplici regole.

Conoscerle significa sapere dove condurre l’impresa, seguendo la strada corretta. Serve sapere ed attrezzarsi a sapere. Fortunatamente, oggi esistono sistemi di business Intelligence capaci di coadiuvare le nostre valutazioni economiche finanziarie, farci fare scelte corrette, permettendoci di ottenere informative costanti e trasparenti, velocizzando tutti i rapporti in essere con gli istituti di credito (fra le altre cose).

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